Mercoledì, 14 Giugno 2017 16:07

Gli influencer: misteriose creature mitologiche

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Forse alcuni non sanno neanche cosa sono, o meglio chi sono gli influencer. Sembrano quasi creature mitologiche o di fantasia, non dissimili dai folletti o dagli unicorni, forse grazie anche a questo nome un po' altisonante, un po' misterioso. Bene, oggi scopriremo chi sono, ma soprattutto cosa fanno e com'è possibile che stare con le chiappe al vento su Instagram possa essere considerato un mestiere.

Che cos'è un influencer

L'influencer è quella figura che può vantare migliaia - se non milioni - di seguaci su tutti i social media, in particolare su Instagram e su Facebook, e se si tratta di figure professionali, spesso anche su Twitter. Già, SE si tratta di figure professionali. Perché molto spesso non hanno un talento specifico, a parte quello di pubblicare foto ben orchestrate con un bel filtro o di pubblicare su YouTube video con titoli clickbait.

Eh sì, perché spesso l'influencer ha anche il canale YouTube e/o anche un blog.

Cosa fa un Influencer

Ok, fino a qui abbiamo scherzato. Quello dell'influencer è un lavoro di nuova generazione che consiste nel collaborare con le aziende per promuovere prodotti e/o servizi. Solitamente all'influencer vengono inviati dei prodotti che poi dovrà recensire sul blog, sul suo canale YouTube o sui suoi canali social. Questa collaborazione verrà "pagata" dalla ricezione stessa dei prodotti, inviati gratuitamente, o sarà corrisposta una somma di denaro in cambio di un articolo/post/video. Un vero e proprio lavoro, dunque.

Perché le aziende hanno bisogno degli influencer

Già, che c'è, per caso Charlize Theron si è stufata di fare la pubblicità di J'Adore? O Uma Thurman non recita abbastanza bene nello spot della Schweppes?

Il nodo della questione è proprio questo: i testimonial funzionano fino ad un certo punto. Adesso la gente, il pubblico, il target... hanno bisogno di figure che siano vicine a loro, di persone vere in cui possano rispecchiarsi e che possano contattare, se hanno bisogno di consigli.

Ok, è vero: l'influencer per antonomasia è la solita gnoccona e non tutti siamo dei fotomodelli. Ma l'influencer è anche la ragazza della porta accanto, l'ex compagno di scuola appassionato di videogiochi, i dog sitter amanti dei viaggi... per dire. E allora ecco che anche il mondo del marketing si popola di persone reali. E anche se nelle foto è sempre tutto perfetto, non c'è più la famiglia perfetta del Mulino Bianco o la tizia che pubblicizza la crema anticellulite che quella crema non la toccherebbe neanche con un dito, ché lei il corpo perfetto già ce l'ha.

Chiamali ambassador, chiamali opinion leader... sono sempre loro. E le aziende ne hanno bisogno perché guidano le scelte d'acquisto dei consumatori. Non per niente, è stato stimato che nel 2017 l'84% tra agenzie di marketing e professionisti della comunicazione si avvalerà del contributo degli influencer per le sue campagne promozionali. Mica poco.

Chiunque può fare l'influencer, potenzialmente

Se hai un po' di faccia tosta, sai scattare foto con il cellulare e possiedi un selfie stick, probabilmente potresti essere il prossimo influencer da 50K follower. Fico, no?

I follower capiscono che è tutto falso?

C'è chi parla degli argomenti che tratta con cognizione di causa. Seguirei una Make Up Artist che sa quello che dice, dà consigli sensati sui prodotti e a volte fa anche un po' di product placement? Sì, perché no. Seguirei una gatta morta carina la cui vita è solo Coca Cola (rigorosamente Zero!), viaggi costosissimi e discoteca tutte le sere, magari indossando QUELLE scarpe e QUEL rossetto? No. Perché?

La gente si rende conto che non è reale

A volte si dice palesemente che quel prodotto è stato inviato gratuitamente dall'azienda, a volte no, altre volte ancora si è stati pagati profumatamente per scrivere due righe su uno shampoo e non c'è alcun bisogno di dirlo... perché si capisce che è un post scritto per fare pubblicità.

Tutto product placement

Gli influencer insinuano il prodotto nella loro vita in modo che sembri reale, naturale... ma quando propongono ai follower un codice sconto per comprare proprio da QUEL sito, allora la cosa puzza un po'. Allora la gente comincia ad accorgersi che quel mondo tanto simile al suo potrebbe essere un altro falso universo parallelo pubblicitario.

 

In sintesi: luci e ombre dell'influencer marketing

Gli influencer funzionano perché:

  • danno l'idea di essere gente normale, come noi
  • fanno sembrare tutto così bello, ma anche tutto così spontaneo
  • la loro opinione sembra il consiglio di un amico fidato
  • sono contattabili

L'influencer marketing potrebbe avere vita breve perché:

  • prima o poi i potenziali consumatori si accorgono che quella gente è diventata come i VIP: famosa ed irraggiungibile (altro che commesso del negozio sotto casa)
  • la gente si rende conto che le opinioni degli influencer non sono poi così spontanee, quindi non sono affidabili come si credeva

In questo momento l'opinione della gente sembra spaccata in due, per i motivi di cui sopra. E mentre noi svisceriamo la questione, le aziende lì fuori fanno a gara per accaparrarsi la Chiara Ferragni di turno.

Letto 997 volte Ultima modifica il Mercoledì, 14 Giugno 2017 17:45