Venerdì, 07 Luglio 2017 08:41

C’è spazio per fare e-commerce in Italia?

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Qualche numero a confronto fra Italia ed Europa a 28 Membri (Uk compresa).

Tentiamo di capire se c’è spazio, in Italia, per lanciare una nuova attività commerciale online, il così detto e-commerce. Andiamo a vedere qualche numero per capire se ci sono margini di movimento.

Prima di tutto andiamo a vedere se i cittadini sono pronti ad utilizzare la rete per comprare.

Livello di Accesso ad internet delle famiglie italiane

Nell’Europa a 28 (2016) il livello medio di accesso ad internet è del 85%, l’Italia rispetto agli altri stati membri si comporta discretamente con un 79% guadagnandosi un 18 posto dopo paesi come Polonia Slovacchia e, naturalmente la maggior parte dei paesi del Nord Europa.

tavola 1

Questo sembrerebbe un buon dato ma la realtà è un’altra. E’ vero che nelle case è disponibile la connessione alla rete ma è anche vero che esistono ancora molti problemi e sono tutti per la maggior parte problemi di tipo culturale ed educativo.

Nel 2015 solo il 27% degli italiani avevano competenze di base nell’uso di un computer esattamente la media europea. L’Italia non è eccelle ma tiene una rispettabile 13° posizione.

tavola 2

Quando è diffuso in Italia lo Shopping On-line?

Partiamo da dati più generici e dalla propensione ad effettuare ordini online.

Ordinare beni e servizi online nel 2016 su un campione di individui di età compresa fra 16 e 74 anni la media dei paesi Europei (a 28 paesi UK compresa) è del 55%.

Questo significa che più della metà del campione fa ordini on-line in Europa.
L’Italia si posiziona al 25° posto a seguirla ci sono solo Cipro, Bulgaria e Romania. In sostanza siamo in coda con una percentuale del 29%. Esattamente 26 punti percentuali in meno rispetto al resto d’Europa.

tavola 3

Acquistare pagando online

La media europea di acquisti online è del 45%. A conferma dei dati sugli ordini online l’Italia è fanalino di coda con un 20% meno della metà rispetto alle media europea.

tavola 4

Una parte del problema è certamente nel cattivo rapporto che gli italiani hanno con i sistemi di pagamento. Non esiste in Italia una buona propensione al “Banking Online”. Sappiamo bene che il Banking Online è in parte connesso con la propensione a gestire le proprie finanze e i propri mezzi di pagamento. Carte di debito, carte di credito revolving e ricaricabili sono gestibili dai conti correnti online che gli italiani stentano ad avere.

L’Italia sembrerebbe in ritardo con l’internet banking attestandosi al 25% su una media europea del 32%.

In conclusione non essendo un problema di educazione informatica siamo più propensi a crede che ci siano ancora degli ostacoli di tipo culturale ed una certa dose di sfiducia nei mezzi di pagamento elettronici rendono lo shopping online in Italia ancora in ritardo.

Le aziende non sono pronte invece a creare siti web e-commerce a gestirli ed a “internalizzare” i processi di vendita e la gestione del magazzino online. La presenza di siti web e-commerce è ancora molto bassa e di scarsissima qualità.

Il mercato potenziale dell’e-commerce è potrebbe essere maggiormente sfruttato. Le piccole e medie aziende italiane non devono lasciare ai grandi colossi ma sul quale è necessario investire con progetti di sviluppo imprenditoriale diluiti nel tempo.

L’e-commerce non sarà la soluzione ai mali delle aziende ma certamente potrà essere un modo per portare innovazione ed un modo per rimanere nel mercato opponendo la propria presenza allo strapotere dei colossi come Amazon e Ebay e la cinese Alibabà.

Siamo pronti in Italia a raccogliere la sfida? Muoviamoci che c’è ancora spazio, nuova clientela pronta a entrare in questo nuovo mercato.

Fonte dei dati: Eurostat

Letto 706 volte Ultima modifica il Venerdì, 07 Luglio 2017 08:53