Martedì, 11 Aprile 2017 00:00

L’ottimizzazione SEO esasperata dei contenuti svilisce la scrittura

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Per me che ho iniziato a sviluppare siti web quando ancora il primo motore di ricerca era Yahoo è sempre stato un piacere prima che un motivo di guadagno. Come tanti altri webmaster scrivendo non mi sono mai arricchito.

Oggi con le regole di ottimizzazione dei siti web imposte dai grandi motori di ricerca si sta perdendo qualcosa.

Per rispettare tutte le infinite regole di ottimizzazione di un testo si finisce per non avere più né la forza né la voglia di scrivere dei testi interessanti.

Almeno per quanto mi riguarda la scrittura è un momento estremamente creativo e pieno di infinite possibilità. Scrivere è liberare la fantasia, scrivere è allo stesso tempo cavalcare domare il drago della creatività e lasciarlo volare oltre le nuvole.

Le regole dell’ottimizzazione della scrittura, dell’usabilità e della lettura sul web non fanno altro che ingabbiare ulteriormente la scrittura.

In questi giorni, preso dal lavoro di ottimizzazione di uno dei miei molti siti web mi sono ritrovato io stesso ingabbiato e rattristato di tutti questi limiti.

Per ottenere visite al proprio sito ci si rende conto che lo spettro di parole che usano le persone sono ancora molto poche.

Facciamo il caso di un sito come quello per la “realizzazione di siti web a Roma”.

Per esprimere questo concetto in quanti modi diversi sarebbe possibile scriverlo? Si potrebbe scriver "creazione siti web a Roma" oppure "sviluppo siti web a Roma", ecc. ec...

Ebbene nonostante questa potenziale varietà del linguaggio essendo la ricerca umana estremamente raggruppata su poche frasi sempre uguali ci si deve adeguare alle query di ricerca più frequentemente utilizzate se si vuole raggiungere il maggior numero di utenti.

Gli sviluppatori web, pur di rispettare le regole dell’ottimizzazione, non stanno facendo altro che riprodurre frasi e concetti tutti simili fra loro. Ormai a guardare bene i primi 10 siti web di una ricerca organica si noterà che in definitiva quei siti web si assomigliano tutti.

In definitiva la lettura sul web non esiste più, men che meno la letteratura. Oggi il web propone testi che sono più simili a brevi scritti molto piatti e poco approfonditi la cui varietà di parole e di concetti si fa sempre più scarsa.

E le regole dell’ottimizzazione sono un potenziale rischio impoverimento della comunicazione umana assai più complessa e variegata, tinta di colori dalle mille sfumature.

Se la prima brutta notizia era che gli utenti non leggono sul web ma scannerizzano, la seconda è proprio l’impoverimento della lingua.

L'attuale struttura e funzionamento dei motori di ricerca sono in grado di premiare la varietà e la complessità della scrittura? O questa deve rimanere solo appannaggio di pochi sofisticati e cavillosi lettori?

Forse l’unica vera salvezza arriverà dall’ultimo algoritmo di Google (Rank Brain - messo in attività nel 2016) passato un po’ sotto silenzio. Il Rank Brain vuole utilizzare l’intelligenza artificiale per catalogare e comprendere quel 25% di frasi ancora incomprensibili che gli umani scrivono nella casella di ricerca.

Questo ci permetterà forse di esprimerci in modo più chiaro e diretto e con una varietà testuale e argomentativa più ampia?

Letto 1242 volte Ultima modifica il Martedì, 11 Aprile 2017 14:55